Servizio rifiuti: “taggare” il sacco giallo per orientarsi verso la tariffa puntuale.

La discussione in Consiglio sulla Relazione annuale relativa alle funzioni nel settore ambientale mi ha consentito di formulare alcune considerazioni. Su scala decennale la tendenza è ormai più che delineata: nell’Isontino la RD si è stabilizzata saldamente al di sopra del 60%. Ciò si è reso possibile grazie a scelte precise quali la raccolta “porta a porta”, superando o compensando anche le difficoltà che derivano da una certa disomogeneità del tessuto urbano e del contesto territoriale. I nostri obiettivi principali sono a questo punto la riduzione ulteriore della quantità di rifiuti indifferenziati, la motivazione e l’appropriatezza del conferimento da parte dei cittadini.

Su questi aspetti i cittadini non sono una controparte e vanno supportati mettendo a disposizione buone prassi e adeguata informazione: penso a una costante pianificazione verso le scuole, penso a favorire le comunità di immigrati con adeguata mediazione linguistica, penso al sostegno della rete dei centri di raccolta. E’ in corso in alcuni Comuni isontini la sperimentazione della raccolta del rifiuto secco (sacco giallo) in contenitore “taggato”: i buoni riscontri avuti sono segnali importanti, che non possono essere fini a sé stessi. Si tratta di una buona prassi da sperimentare anche su scenari più impegnativi, magari nel contesto urbano. In questo evidentemente è determinante la volontà e la chiarezza di visione degli amministratori nei Comuni e nelle stesse UTI che, verosimilmente, assumeranno le attuali funzioni pianificatorie della Provincia. Dunque: perché taggare il rifiuto secco? Per mettere alla prova un sistema che consenta di attuare una tariffazione puntuale … non c’è altra risposta più convincente e non c’è argomentazione più in linea con il Piano provinciale di raccolta rifiuti che il nostro Ente approvò nell’ormai lontano 2010. Di questo sono convinto assertore e credo che questo sia lo snodo per uscire da una situazione nella quale si confrontano il costo del servizio, l’impegno chiesto al cittadino e la salvaguardia dell’ambiente. Tutti sappiamo che il servizio di RD è un servizio per sua natura costoso e tutti ci rendiamo conto che sistemi di incentivazione si possono trovare, ma non a prezzo di aumentare il costo generale del servizio: la via d’uscita è correlare la tariffa alla quantità di rifiuto conferita dagli utenti … questo è l’indicatore che le politiche ambientali dovranno progressivamente porre in agenda.

Alessandro Zanella
Consigliere provinciale PD

 

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