Piano Regolatore Portuale. Importante opportunita’ per Monfalcone: il ruolo della Provincia.

La  Giunta regionale ha dato avvio al percorso di formazione del piano regolatore portuale di Monfalcone. Un esame sommario conferma le impostazioni già delineate dalla legge 12: lo scalo di Monfalcone si colloca in una piattaforma logistica regionale all’interno della quale vanno rinsaldate sinergie e collaborazioni. Vale la pena accennare al fatto che si prevede per Monfalcone un ruolo prioritario di  scalo per container del tipo feeder, in rete con Trieste, che comunque continuerebbe ad accogliere grandi navi porta container. Per questa destinazione nello scalo monfalconese è considerata attendibile nello studio di VAS una banchina di 400 ml con escavo a 12,5 ml e previsione di dragaggio a 13,5 ml nel lungo periodo (dieci anni) . A questo Monfalcone accosterebbe anche una significativa destinazione cd “RORO” e “automezzi”  con 2 banchine parallele da 300 ml. E’ ormai lontana nel tempo l’impostazione del cd super porto: si volta pagina e anche la Provincia può mettersi a disposizione di questo nuovo percorso. Ho inteso proporre al Presidente Gherghetta un’interrogazione sul tema, non senza  esprimere soddisfazione rispetto al sostanziale passo avanti di un’importante processo pianificatorio. Va infatti considerato che l’attuale piano regolatore dello scalo monfalconese risale alla fine degli anni Settanta e che l’aggiornamento è fondamentale per creare adeguate opportunità di sviluppo ed interesse da parte degli operatori. Ho ritenuto importante ribadire che il superamento di una visione concorrenziale tra i porti regionali è in sé un fatto positivo, ferma restando l’importanza che ciascuno scalo mantenga una propria capacità di azione: in via esemplificativa è intuitiva l’importanza per Monfalcone di garantirsi una sinergia con le proprie aree industriali retro-portuali, così come è evidente che la funzione feeder per porta-container, di per sé molto importante, è anche espressione “nel bene  e nel male” di una caratteristica tipica dello scalo monfalconese, ovvero  della modesta profondità dei fondali.

Nel merito l’occasione dell’interrogazione mi ha consentito di ribadire alcuni principi che possono vedere la Provincia come elemento di sostegno nel rapporto costruttivo tra la Regione e gli altri attorti istituzionali. In primo luogo ho voluto affermate l’importanza di accelerare l’ approvazione del piano portuale vigilando sul proseguimento del complesso iter amministrativo. In secondo luogo pare necessario che, in questa fase rivolta alla valutazione ambientale-strategica, siano considerate in forma organica la sostenibilità ambientale, l’integrazione con la rete portuale regionale e l’adeguata autonomia di azione del singolo scalo portuale: va in altre parole verificata la possibilità di possibili rafforzamenti di taluni dei criteri informatori del piano. In particolare ho fatto riferimento alla necessità di dare maggiore certezza all’orizzonte temporale che regola la profondità di escavo e dragaggio, alla verifica del potenziale  sviluppo delle banchine e alla flessibilità delle destinazioni d’uso attivabili. Infine ho inteso sottolineare la necessità di escludere interferenze tra l’iter di piano regolatore e il progetto di escavo del canale di accesso al porto, che nel recente mese di agosto ha ottenuto l’atteso decreto interministeriale di compatibilità ambientale. Su questi temi la sintonia del Presidente della Provincia si è riscontrata in pieno, venendo auspicato un ciclo di audizioni istituzionali attraverso la competente Commissione consiliare da avviare nel prossimo mese di gennaio, con l’obiettivo di costruire un documento di valenza propositiva nell’ambito delle competenze della Provincia.
Alessandro Zanella
Consigliere provinciale Partito Democratico

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