Dal bilancio di previsione al superamento della Provincia

La posizione espressa in Consiglio sul bilancio di previsione 2016 è stata positiva, con la raccomandazione alla Giunta di costruire un percorso di phasing out che veda protagonista il Consiglio e che mantenga saldi rapporti di relazione e condivisione con il territorio. L’approvazione del documento unico di programmazione consente in realtà di spaziare anche sul ruolo che la Provincia esercita partecipando alla rete della governance territoriale. Penso alle partecipazioni (CSIM, CISI, APT), penso al CATO, penso all’Azienda porto, al Patto per lo Sviluppo e quant’altro.

Penso al ruolo pianificatorio nel settore ambiente. Penso molto più semplicemente alla capacità di ascolto del territorio e di trasmissione delle priorità ed emergenze del territorio, che lo stesso Consiglio provinciale è in grado di esercitare attraverso tutti gli strumenti di cui dispone. Su tutto questo stiamo chiudendo i battenti: ne parlo con orgoglio per la serietà con cui si sta cercando di fare il nostro meglio, ne parlo con consapevolezza in relazione alla necessità  di andare su nuove forme dell’assetto amministrativo. Resta però la necessità di chiudere al meglio su alcune questioni e credo che in questa occasione non si possa fare a meno di richiamare ancora una volta il nostro ruolo nel Consorzio Isontino Servizi Integrati. Il peso specifico della Provincia è stato decisivo negli ultimi quindici anni per il mantenimento di un equilibrio finanziario del CISI. L’esercizio diretto da parte dei Comuni dell’attività di assistenza ai disabili escludendo l’opzione di aziendalizzazione, è scelta su cui  credo di poter dire il territorio è sufficientemente compatto. Altro è dire che l’uscita della Provincia possa ritenersi indolore: è il tempo di capire se esistono le condizioni per una nuova stagione dei servizi CISI, basati su un potenziato concorso finanziario della Regione, compensativo del ruolo della Provincia, ma basato anche su un piano riorganizzativo anche attraverso la collaborazione con altri territori, vedasi in primo luogo CAMPP. Ritengo che il lavoro di raccolta e analisi dati svolto dal CdA in questi mesi debba diventare patrimonio dell’assemblea e supporto per l’individuazione di uno scenario definitivo. Sollecito in questo senso la Presidenza ad operare verso l’Assemblea consortile e in primo luogo verso i Comuni di Gorizia e di Monfalcone, richiedendo dove necessario anche l’appoggio del Consiglio provinciale. Rispetto al ruolo  svolto nel campo economico credo di dover ribadire una perplessità verso il Patto per lo sviluppo, che nella nostra visione poteva costituire un momento di coesione territoriale. Ciò non si è verificato direi non solo per una tendenza localistica dei Comuni di riferimento, ma fondamentalmente  per la mancanza di reali possibilità di costituire luogo deputato all’intercettazione di risorse e alla costruzione di percorsi condivisi, quali tipicamente  individuabili negli accordi di programma. Se posso esemplificare è evidente che uno strumento come il GECT, purtroppo al momento a disposizione del solo Comune di Gorizia, presenta capacità di manovra completamente diverse. Altro è il nostro ruolo all’interno di CSIM, laddove l’appoggio e la vigilanza sul percorso di fusione con CSIA deve proseguire fino a scadenza di mandato, con chiarezza di obiettivi. Una delle poche carte  spendibili per lo sviluppo territoriale è la messa a sistema delle risorse economiche e dei loro strumenti di governance, trattenendo una adeguata capacità di controllo: in questo senso è un obiettivo non solo la creazione del nuovo Consorzio di sviluppo economico, ma anche l’allocazione di SDAG all’interno di quel progetto, al meglio delle possibilità, in quanto piattaforma importante per il sistema logistico isontino. Stiamo pungolando la Regione anche su questioni collaterali: è’ da sostenere la necessità di flessibilità operativa del nuovo Consorzio anche in aree teoricamente escluse, ma strategiche per la tenuta del sistema delle PMI quali ad esempio alle aree D2 e D3 – sul tavolo della Seconda Commissione. Penso alla attualità della discussione sul Porto laddove il territorio non deve smarrire una linearità di visione: la Regione si è mossa bene sul Piano regolatore, anche se con una certa lentezza e con una certa evanescenza rispetto alla complementarietà Trieste-Monfalcone. La discussione sull’Autorità Portuale Unica irrompe per l’importanza sostanziale che ha, ma non trova un Piano regolatore definito. A questo proposito crediamo che la complementarietà sia una risorsa e comprendiamo che aver sottratto Trieste da un’egemonia veneta sia un risultato. Crediamo però anche, come già detto in precedenti sessioni consiliari, che vada resa certa e leggibile per gli operatori la potenzialità dello scalo monfalconese, in termini di capacità espansiva di infrastrutturazione e di ruoli nel disegno di una governance regionale.
Il futuro prossimo è delle UTI: i temi ai quali ho accennato impongono alla Provincia di esercitare l’influenza residua al fine di facilitare la costruzione di una concreta rete di collaborazione tra le istituende UTI, evitando uno spostamento baricentrico verso il ruolo decisore regionale. La critica possibile è da parte di coloro che in questo intravedono un surrettizio disegno di restyling della Provincia. La controdeduzione che viene spontanea, sta nella necessità di garantire un coordinamento di azione tra UTI contermini, che su determinati ambiti appare naturale se non oltremodo necessaria: direi non solo CISI e Consorzio economico unico, ma anche politiche ambientali e progettualità europea, orizzonte chiave per mantenere al passo capacità di elaborazione e di intercettazione delle risorse finanziarie.

Consiglieri provinciali

consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Diego
Bernardis
Marialuisa
Bevilacqua
Luca
Bigot
Dario
Furlan
Giorgio
Clama
Stefano
Cosma
Savio
Cumin
Fabio
Del Bello
consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Patrizia
Mauri
Gennaro
Falanga
Andrea
Ferletic
Elisabetta
Medeot
Mario
Lavrenčič
Mauro
Mazzoni
Giuseppe
Nicoli
Dario
Obizzi
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Pierpaolo
Silli
Aljoša
Sosol
Sandro
Soranzio
Fabio
Russiani
Vesna
Tomsic
Simonetta
Vecchi
Alessandro
Zanella
Franco
Zotti