Discussione su Fincantieri in consiglio provinciale. Richiesti il bilancio sociale e un tavolo permanente con tutte le istituzioni.

Approvato un documento su FinCantieri promosso dalla coalizione di CentroSinistra. Un dibattito acceso nel quale analisi e conclusioni sono apparse tendenzialmente trasversali: non altrettanto il profilo politico, se si considera la pressione esercitata dall’Opposizione, tendente a caricare colpe e negligenze sul governo comunale di oggi e del recente passato, fino ad arrivare ad una insanabile distanza di vedute e al voto contrario. Il tema è stato il Cantiere “a tutto tondo”, la sua estrema importanza come plesso industriale e la difficile sostenibilità per il territorio.

Nessuna contrapposizione ovviamente, consapevolezza dell’importanza di un sito industriale che contribuisce pesantemente al PIL regionale e che sfiora anche le 6.000 unità tra addetti diretti e indiretti. Il Consiglio ha però voluto puntare il dito sugli aspetti più spigolosi dell’attività: l’esternalizzazione del lavoro e degli appalti, il fragile rapporto con l’indotto locale, la sicurezza sul lavoro, il rischio di infiltrazioni criminose nel reclutamento del lavoro e nell’appalto, la grande difficoltà di integrazione dei lavoratori stranieri, la mancanza di una concreta scelta aziendale verso il bilancio sociale.

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Il Consiglio provinciale sui temi del lavoro. Un documento dei capigruppo Zanella, Lavrenčič e Furlan

Un documento politico sui temi del lavoro è in agenda del Consiglio provinciale su proposta dei gruppi di Maggioranza. Il documento è sintesi dell’attenzione che è stata prestata nel corso dei mesi al reiterarsi di crisi occupazionali, con dati assolutamente preoccupanti per il numero di posti di lavoro coinvolti nell’Isontino. La posizione politica punta il dito su un mercato del lavoro le cui difficoltà si ribaltano sulla coesione sociale, sulle dinamiche famigliari e individuali, calpestando le capacità e la dignità dei lavoratori.

Ma quali sono i problemi principali che vengono individuati?

Aldilà delle scelte nazionali sulla politica del lavoro, è necessario in primo luogo recuperare una capacità del territorio di mettersi in rete: rinsaldare una forte sinergia tra la Regione , le istituzioni locali, le parti sociali e le categorie economiche, con un obiettivo comune individuato nello sviluppo dell’economia, nel sostegno all’innovazione e alla formazione mirata, nella creazione di posti di lavoro. Vorremmo si partisse da una forte presa di posizione del Patto territoriale.

Esistono strumenti immediatamente disponibili?

La Riforma delle politiche industriali –RilancimpresaFVG- può essere motore di un insieme di azioni di supporto, al fine di garantire attrattività al territorio. In questo senso è strategica la partita del riordino dei Consorzi Industriali che può permettere all’Isontino di rafforzare il proprio ruolo baricentrico, mettendo in rete un’eccellenza a livello regionale quale è il Consorzio di Monfalcone. Grandi aspettative anche rispetto alla decisione, sollecitata anche dalla Provincia, in base alla quale la Giunta regionale ha classificato l’Isontino tra le aree a crisi diffusa delle attività produttive, creandosi la possibilità di una sinergia delle risorse locali (tra le quali il Fondo Gorizia) con la progettualità europea 2014-2020 sui temi del lavoro e dell’economia.

Quali risposte attraverso le politiche attive del lavoro?

Gli strumenti operativi (i centri per l’impiego) vanno ormai verso il trasferimento all’Agenzia regionale del lavoro. Non deve essere solo un cambio di titolarità. Ci aspettiamo continuità rispetto all’azione territoriale dei Centri e il rafforzamento sostanziale della capacità di essere osservatorio del mercato del lavoro locale, favorendo conoscenza dei bisogni formativi e avvicinamento tra domanda e offerta.

Che significato dare alla presenza di Fincantieri?

Certamente non è solo una grande realtà industriale, ma resta una grande opportunità per l’Isontino tanto più se l’indotto troverà la capacità di fare sistema e di qualificarsi al meglio. Su questo si può lavorare. Certamente la “grande fabbrica” non è scevra da impatti sociali negativi, ci aspettiamo che l'auspicato e necessario dialogo con il territorio, impostato anche sul bilancio sociale dell'impresa, possa produrre frutti positivi legati ad esempio al bilancio ambientale, ad una maggiore capacità di controllo della filiera degli appalti, con riferimento alla clausola sociale e alla massima trasparenza.

 

Consiglieri provinciali

consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Diego
Bernardis
Marialuisa
Bevilacqua
Luca
Bigot
Dario
Furlan
Giorgio
Clama
Stefano
Cosma
Savio
Cumin
Fabio
Del Bello
consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Patrizia
Mauri
Gennaro
Falanga
Andrea
Ferletic
Elisabetta
Medeot
Mario
Lavrenčič
Mauro
Mazzoni
Giuseppe
Nicoli
Dario
Obizzi
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Pierpaolo
Silli
Aljoša
Sosol
Sandro
Soranzio
Fabio
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Vesna
Tomsic
Simonetta
Vecchi
Alessandro
Zanella
Franco
Zotti