Relazione annuale sullo stato della gestione delle funzioni spettanti in materia di rifiuti per l’anno 2011

Signor Presidente, stimati colleghi, nel premettere che la presente relazione è stata oggetto di una prima esposizione da parte della Vicepresidente nella commissione IV, riunitasi il primo ottobre e che l’assise l’ha licenziata per l’approfondimento odierno in seno all’intero Consiglio, credo sia doveroso ringraziare in primis il Servizio Tutela e territorio Ambiente della Provincia per la stesura del documento che risulta chiaro ed esaustivo dei contenuti.

La relazione, dopo una prima parte introduttiva di inquadramento del territorio e degli aspetti socio-economici della provincia prosegue la trattazione nelle tre parti analitiche essenziali (stato dell’ambiente visto nelle sue matrici: aria, acqua, suolo; influenza sull’ambiente dell’attività dell’uomo; risposte della Provincia a queste pressioni ambientali umane con azioni mirate); emerge un quadro della nostra realtà ambientale territoriale sostanzialmente sano, perfettamente in linea con le dinamiche delle scelte strategiche ambientali messe in campo nel corso degli anni (es.raccolta differenziata), con i cambiamenti climatici in atto, con l’azione dell’uomo sul territorio e con i condizionamenti nei comportamenti e nei consumi dovuti alla contingenza economica (tipologia di rifiuto: meno produttività delle aziende significa anche meno produzione di rifiuti; crisi economica significa anche modificazione nell’acquisto dei beni di consumo e, pertanto, modificazione del tipo di rifiuto). Discorso diverso vale per gli imballaggi che, indipendentemente dalla crisi, restano quantitativamente invariati.
Sono presenti, tuttavia, alcuni elementi che, quando non si possono considerare vere e proprie criticità, perché originati da dinamiche ambientali in atto, certamente destano qualche preoccupazione: ne sono un esempio i fenomeni franosi ed i dissesti dei terreni che interessano il Collio sino alla zona pedemontana della parte Nord-Est di Gorizia; un discorso diverso va fatto quando a creare situazioni di pericolo è l’uomo: ne è un chiaro esempio la presenza di mercurio nelle zone lagunari di Grado e Marano dovuti all’impianto industriale di Torviscosa e, sull’altro versante territoriale, dal trasporto attraverso il fiume Isonzo delle sostanze provenienti dalla attività estrattiva della vicina Slovenia (Idrija). Anche l’abbandono di rifiuti, negli ultimi tempi, pare avere ripreso forza, in particolare a destare particolare preoccupazione sono sia gli abbandoni “recenti” sia quelli oggetto di scoperta ma che persistono da tempo nell’ambiente e che, purtroppo, molto spesso sono della tipologia peggiore, ossia rifiuti speciali e pericolosi (ethernit, batterie auto esauste…) che sono abbandonati per ovviare ai costi di smaltimento speciale. Sul caso Pecol non mi soffermo perché è argomento noto al Consiglio in tutta la sua storia.
In conclusione ma non per questo meno importante, reputo utile sottolineare tra le problematiche legate all’ambiente, peraltro, sollevate anche dallo stesso servizio in una nota a margine, quella della difficoltà creata agli organi di polizia accertatori in merito ai regimi sanzionatori dall’introduzione (in buona fede) dei sistemi SISTRI (tracciabilità informatica flussi di rifiuti) che fa evidenziare nell’anno 2011 un notevole calo “sanzionatorio”. L’effervescenza normativa, la sovrapposizione di competenze e la difficile applicabilità degli strumenti al raggiungimento degli obiettivi normativi fanno sì che molte attività si concludano nella direzione della mera segnalazione di ipotesi di reato per le quali la competenza risiede nella magistratura.
In chiusura è bene sottolineare l’aspetto che più può interessare ai consiglieri, ovvero che cosa fa la Provincia in termini di azioni da mettere in campo per la difesa e la tutela dell’ambiente al di là del lavoro svolto di routine dal servizio preposto. Ed in questo caso il quadro risulta più che positivo sia per il numero di progetti ed attività promosse sia per la qualità delle stesse ed il grado di inclusione di soggetti terzi (siano essi enti pubblici, associazioni private, ecc.) nella realizzazione, per l’appunto, di progetti concreti e mirati a singole realtà e/o porzioni di territorio.
Concludo con l’appello emerso a più voci in commissione a non abbassare la guardia sulle tematiche ambientali e nel continuare a dare informazione ed a promuovere la raccolta differenziata per incrementarla ulteriormente. Su questo aspetto voglio sottolineare che la realtà che è partita per ultima (Grado), della quale il prossimo anno avremo i dati ufficiali riferiti all’anno in corso, sappiamo già, informalmente, si attesterà ad una ottima percentuale di differenziazione del rifiuto e questo ci rende più consapevoli di aver fatto la scelta giusta scommettendo sulla raccolta differenziata come filosofia di vita vincente più che di mero interesse economico.

Consiglieri provinciali

consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Diego
Bernardis
Marialuisa
Bevilacqua
Luca
Bigot
Dario
Furlan
Giorgio
Clama
Stefano
Cosma
Savio
Cumin
Fabio
Del Bello
consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Patrizia
Mauri
Gennaro
Falanga
Andrea
Ferletic
Elisabetta
Medeot
Mario
Lavrenčič
Mauro
Mazzoni
Giuseppe
Nicoli
Dario
Obizzi
consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Pierpaolo
Silli
Aljoša
Sosol
Sandro
Soranzio
Fabio
Russiani
Vesna
Tomsic
Simonetta
Vecchi
Alessandro
Zanella
Franco
Zotti