Intervento nel consiglio provinciale del 16 dicembre 2013 su ODG salubrità acque golfo di Panzano

Signor Presidente del Consiglio, colleghi consiglieri,
La commissione che ho l’onore di presiedere si è occupata dei contenuti dell’o.d.g. presentato dai consiglieri Del Bello e Lavrencic attraverso una serie di audizioni finalizzate all’informazione dei sigg.ri commissari consiglieri sull’argomento, le problematiche del territorio interessato dalle criticità dell’inquinamento del golfo di Panzano; in particolar modo il ciclo di audizioni ha focalizzato l’attenzione sull’individuazione delle cause dei problemi, la ricaduta dei quali, è bene sottolinearlo, tocca non solo gli aspetti ambientali del territorio e di chi lo abita ma costituisce anche una criticità di sopravvivenza economica per gli operatori commerciali insediati nel contesto di Marina Julia.

L’o.d.g. stimolerà senza alcun dubbio la discussione consiliare sulla base delle informazioni avute dall’audizione in commissione dei rappresentanti di Iris Acqua  sia per quanto concerne l’aspetto legato all’Isonzo al di là e al di qua del territorio italiano, che merita certamente un approfondimento di intenti tra le amministrazioni contermini italiane e slovene e/o nei consessi delle istituzioni transnazionali su ciò che c’è da fare e su quello che si è fatto; a onor del vero e senza alcuna critica ingenerosa verso le amministrazioni della vicina Slovenia che stanno portando avanti le fasi progettuali per quanto concerne gli interventi legati alla depurazione e per i quali auspichiamo una celere realizzazione, è giusto sottolineare una maggiore concretezza da parte italiana grazie al convogliamento verso il depuratore di Gorizia del 80-90% delle acque dell’affluente Corno ad opera di Iris Acqua, che ha certamente risolto una parte del problema. Siamo ben consapevoli che rimane ancora aperta la criticità dell’altro affluente, Vipacco, che necessita di intervento.
Se è ben chiaro chi deve fare, che cosa ed in che modo a monte del territorio monfalconese, considerato una parte del problema, di ben altro tenore sono le criticità legate a Monfalcone per quanto concerne gli scarichi, in particolare, di un quartiere della città, individuato dallo studio dell’ARPA commissionato lo scorso anno dal Comune di Monfalcone, oggetto di presentazione nell’ultima audizione in commissione di lunedì 9 dicembre. In questo caso è emerso chiaramente qual è l’origine del problema, in che zona e che cosa accade nei momenti di piena. Sono stati stimati dal CATO i lavori da realizzare per mezzo di Iris Acqua in circa 2,5 milioni di euro e, sempre in sede di CATO, le amministrazioni hanno dato la disponibilità a dare seguito ai lavori necessari. Attualmente, dopo alcuni interventi, pur lodevoli ma di scarsa efficacia nei momenti più critici di maggiore portata del fiume, siamo nella fase di una mappatura degli edifici della zona della roggia non collegati in fognatura, mappatura non avulsa da problemi di accesso alle proprietà private come dichiarato dall’Ing.Gabrielcig nella duplice veste di dipendente provinciale e di dirigente del CATO.
La discussione nata dalla presentazione dello studio illustrato dai dirigenti dell’ARPA, Salvagli e Del Zotto, se da un lato è stata proficua per la comprensione ed individuazione delle dinamiche del problema dell’immissione nelle acque del golfo di escherichia coli in elevate quantità in particolari circostanze, dall’altro ha evidenziato che la normativa legata al giudizio di balneabilità comporta una tempistica di giudizio falsata anche rispetto ad interventi rapidi e questo non depone certo a vantaggio degli operatori che hanno investito nelle attività della zona.   
La commissione, sollecitata dalle domande ed argomentazioni dei referenti dell’associazione per Marina Julia che hanno partecipato alle audizioni, si è detta disponibile ad una riunione per la valutazione degli interventi in divenire nel primo semestre del 2014 al fine di valutare lo stato di avanzamento dei lavori. Certamente è comprensibile la sofferenza e l’arrabbiatura degli operatori insediati, degli avventori e dei residenti della zona di Marina Julia per un problema, quello dello scarso giudizio dell’ARPA in merito alla balneabilità della zona, con tutta la ricaduta che esso comporta, per una ormai cronicità del problema che non può lasciare indifferenti le pubbliche amministrazioni di ogni ordine e grado. E’ altrettanto vero che in un momento di crisi anche i piccoli problemi diventano enormi, immaginiamoci quelli che sono già di per sé grandi…ma, è bene ricordare, che anche gli enti pubblici non sono immuni dalla crisi che sta attraversando il Paese; ecco perché le risorse necessarie non potevano non essere individuate al di fuori del CATO (il che significa mettere d’accordo sulla disponibilità più enti, non facile di questi tempi di magra) - e la convergenza, mi pare di capire, ci sia stata - ecco perché è necessario sollecitare anche un impegno della Regione che in altri momenti, mi riferisco ai contributi sulla depurazione, ha saputo ascoltare e dare una mano economica ad un territorio schiacciato tra Udine e Trieste, che sappiamo fanno quasi sempre la parte del leone, ecco, infine, perché è indispensabile investire del problema anche un organo transnazionale quale è il GECT, perché se la venuta meno di un confine ha aperto la strada ad un territorio condiviso ciò implica anche che ci sia la condivisione dei problemi di quel territorio comune e l’individuazione delle soluzioni in modo sinergico per massimizzarne l’effetto.
L’impegno dimostrato in commissione sia da parte della Provincia che dal referente del CATO, che si sono esposti pubblicamente e in modo trasparente sul da farsi, pur nelle more della burocrazia e sulla tempistica da esperire, credo non possa altrettanto non essere preso in considerazione. Vero è che le sole rassicurazioni non bastano e molte ce ne saranno state in quaranta anni di questo problema ma credo con convinzione che questa amministrazione abbia dimostrato tutta la buona volontà e serietà possibili nel comprendere le ragioni del problema, le sue ricadute (non solo ambientali) e nel volerlo definitivamente risolvere.

Il consigliere Luca Bigot
Presidente IV commissione       

Consiglieri provinciali

consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Diego
Bernardis
Marialuisa
Bevilacqua
Luca
Bigot
Dario
Furlan
Giorgio
Clama
Stefano
Cosma
Savio
Cumin
Fabio
Del Bello
consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Patrizia
Mauri
Gennaro
Falanga
Andrea
Ferletic
Elisabetta
Medeot
Mario
Lavrenčič
Mauro
Mazzoni
Giuseppe
Nicoli
Dario
Obizzi
consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale consigliere provinciale
Pierpaolo
Silli
Aljoša
Sosol
Sandro
Soranzio
Fabio
Russiani
Vesna
Tomsic
Simonetta
Vecchi
Alessandro
Zanella
Franco
Zotti