Interpellanza sulla “Rete provinciale in materia di immigrazione”

In considerazione della recente realizzazione della “Rete provinciale in materia di immigrazione”, nata dal “Protocollo d’intesa” sottoscritto da molti Comuni dell’Isontino, il consigliere Stefano Cosma con un'interpellanza ha fatto lunedì una proposta concreta al Presidente e all’Assessore al welfare, da sottoporre al Gruppo di lavoro.

Una proposta che metta soprattutto fine alle continue proteste e critiche che da mesi attua il Comune capoluogo di Gorizia. Cosma ha portato a conoscenza di tutti che lo scorso 11 dicembre 2014 il piccolo Comune di Nimis (Ud) - per primo in Italia - ha sottoscritto con la Regione, la Prefettura di Udine e la “Caritas” friulana un protocollo d'intesa per impiegare, in qualità di volontari, i richiedenti asilo nelle piccole manutenzioni: dal giardinaggio alle pulizie di strade e piazze. Il documento risponde alle direttive del Ministero dell'Interno e permette di valorizzare esperienze ed azioni di partecipazione volontaria per rafforzare la socializzazione.

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Carburanti agevolati

Il consigliere provinciale Stefano Cosma è intervenuto sul tema dei carburanti agevolati, in un colloquio con l’assessore regionale Vito. «Lasciando ai politici goriziani le sterili e controproducenti polemiche sul Punto nascita, mi sono confrontato lunedì con Sara Vito, opportunamente stimolato da un gestore – afferma in una nota -, sul ben più pesante problema degli imminenti effetti dell’importante legge promossa nel 2010 da Roberto Asquini, che prevede, all’articolo 3, che dal primo di gennaio 2015 tutte le automobili, omologate con codifica ecologica Euro 4 o inferiore, vedranno dimezzato il contributo concesso dalla Regione in entrambe le fasce previste».

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Interrogazione sulle linee urbane di Gorizia

Nella mia qualità di Consigliere della Provincia, ente socio di maggioranza dell’APT Spa, mi rivolgo a Voi per conoscere quale sia allo stato attuale la situazione delle linee urbane nel territorio comunale di Gorizia. Si rileva, infatti, nelle maggiori arterie della città, un continuo susseguirsi di lavori pubblici che impediscono il transito dei mezzi APT, con la conseguente nascita di fermate temporanee, con la soppressione di quelle ultradecennali, con la deviazione delle linee su percorsi che si adattano ad un piano del traffico che non esiste.

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La strategia del PSR 2014-2020 esce rafforzata da due giornate di confronto con il partenariato

Oltre trecento presenze ai “quattro tavoli” per un dibattito costruttivo sul futuro dell'agricoltura regionale. Una partecipazione numerosa (oltre trecento le presenze registrate in totale ai quattro “tavoli tematici”), qualificata e, soprattutto, attiva. Questo, in sintesi, il positivo risultato di due giornate di lavoro, svoltesi nella sede della Regione di Udine, che ha messo a confronto il Servizio sviluppo rurale con le associazioni di categoria e tutti i “portatori di interesse” su un tema decisivo per il futuro del sistema agroalimentare regionale, ovvero il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

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"La Provincia si occupi del Cie: si convochi l’assise a Gradisca. Lo Stato risarcisca il territorio"

Considerato che l’argomento del Cie è da mesi tornato nuovamente all'attenzione dei media e dei politici regionali e nazionali, il consiglio si potrebbe riunire nella sala consiliare di Gradisca. Infatti, in questi giorni in Consiglio regionale sono stati presentati una mozione di maggioranza (del centrosinistra) e un ordine del giorno dal centrodestra, entrambi sul Centro di identificazione e espulsione.

Nella prima si impegna, fra l’altro, la giunta a verificare il rispetto delle norme e dei diritti delle persone, a consentire l’ingresso dei consiglieri regionali, nonché a richiedere al Ministero degli Interni la chiusura del centro, qualora non si rendesse possibile modificare in meglio le condizioni di vita degli stranieri lì trattenuti.

La seconda, primo firmatario Rodolfo Ziberna - pur esprimendo apprezzamento nei confronti di Prefettura, Questura e forze dell’ordine e pur chiedendo l’impegno degli altri Paesi Ue e l’intervento nei confronti degli Stati di provenienza degli immigrati -, impegna la giunta regionale a richiedere eventualmente la chiusura immediata del Cie,  ma solo nel caso in cui vi sia la concreta possibilità di ospitare i trattenuti in altri siti, al fine di non generare condizioni di pericolo per la sicurezza dei cittadini. Comunque entrambi i documenti chiedono un adeguato sostegno al Comune di Gradisca d’Isonzo, per il disagio a cui è sottoposto, e si potrebbe chiedere una forma di compensazione da parte dello Stato.

 

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Consiglieri provinciali

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